Pitti Uomo 93: Fabi

Il colore è l’ elemento estetico che caratterizza la scarpa Fabi, è l’effetto creativo che anima la manifattura. Grazie al lavoro di ricerca e di sviluppo sulle antiche tecniche tintoriali, Fabi dispone oggi di colori provenienti dalla natura, da piante tintorie che la terra ci mette a disposizione. Sono colori rinnovabili e sostenibili per l’ambiente, che vengono estratti con tecniche antiche e manuali che Fabi ha studiato dai trattati dell’arte medievale ed applicati a tampone con una pezza di cotone imprimendo la tomaia con il succo vegetale delle piante tintorie. Fabi è dunque felice di presentare a Pitti Uomo 93, la sua prima collezione di calzature realizzate con i colori naturali, l’opera più autentica che abbia saputo concepire.

L’ ispirazione per questa collezione nasce dal sogno di ritrovare le tecniche ed i colori che nel passato avevano permesso la realizzazione del grande patrimonio artistico italiano, una bellezza di elementi cromatici, armonici, caldi, vivi e veri. Solo con la natura si raggiunge tanta bellezza: questo vuole essere il piccolo capolavoro che Fabi vuole condividere.

Realizzare la collezione FABI NATURAL COLOR SHOES e’ vivere tutti i giorni  un sogno. Come in tutti i sogni che a volte si realizzano il segreto sta in qualcosa di magico. Un legame, unico e sorprendente. All’ Oratorio di San Giovanni a Urbino vive il meraviglioso ciclo pittorico realizzato dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni. E’ un ciclo che documenta la precoce adesione dell’ambiente artistico marchigiano ai modi del gotico internazionale. Gli affreschi sono datati 1416, all’alba del Rinascimento italiano che regalerà al mondo, tra gli altri, grandi Artisti legati alle Marche come Piero della Francesca e Raffaello Sanzio.

I F.lli Salimbeni sono originari di San Severino Marche, un paese in provincia di Macerata come FABI. Sono tra i padri fondatori della nostra cultura e della nostra arte, e hanno usato i colori che Fabi utilizza per questa collezione.

Gli affreschi dei Fratelli Salimbeni, posti nell’o-ratorio di San Giovanni a Urbino, ci introducono a micro mondi carichi di significati simbolici.

Negli affreschi, oltre alla minuziosa tecnica, troviamo tracce dell’utilizzo di colore vegetale ampiamente diffuso nei processi tintorei utilizzati e applicati all’abbigliamento dell’epoca che possiamo ammirare ancora oggi giorno grazie alla magnificenza di queste opere.

I colori della collezione:

Reseda_luteola L.

La tintura con la reseda era già nota all’Età della Pietra, infatti durante alcuni scavi effettuati in diversi insediamenti lacustri in Svizzera sono stati rinvenuti, insieme alle varie suppellettili, semi di reseda luteola. Per tutto il Medioevo e i secoli seguenti, questa pianta costituì una delle principali fonti di tintura gialla conosciuta ed apprezzata in Europa. Colore ottenibile: Giallo.

Rubia tinctoria L.

L’uso di questa specie come pianta tintoria è riportata negli scritti Sumerici e nella Bibbia, dove viene indicata come idonea alla colorazione di cotone e lino. Greci e Romani la usavano per tingere di rosso i tessuti ed a scopo medicinale. Colore ottenibile: La natura del terreno influisce sul colore ottenibile, su terre-ni ricchi di humus e di carbonato di calcio, la robbia fornisce un colore scarlatto, su terreni argillosi il colore è un rosso mattone più o meno intenso.

Isatis tinctoria L.

Origine e diffusione: Europa mediterranea e centrale (dall’ Italia all’ Inghilterra), Asia occidentale sino all’Himalaya, Nord Africa (Egitto). In Italia era molto diffusa nelle regioni centrali, ed in parti-colare nelle regioni Marche e Toscana. Colore ottenibile: Blu indaco.

Rhus_cotinus

Lo scotano è un arbusto alto sino a 3 mt., ha foglie verdi opache che in autunno diventano rosse intense. Documenti bibliografici attestano la produzione e il commercio di scotano dal 1200 al 1930. Colore ottenibile: Giallo chiaro, rosso ma soprattutto marrone, grigio e nero. Il pigmento contenuto nello scotano è fisetina, fustina, quer-cetina ed acidi gallici glucosinati.

La tamponatura.

La tamponatura rappresenta il passaggio conclusivo dell’applicazione del colore, un pro-cesso in cui la natura si adatta alla forma grazie all’esperienza e alla mano dell’uomo. La mini collezione che viene presentata a Pitti Immagine Uomo comprende i modelli iconici di casa Fabi lavorati seguendo i dettami del brevetto Flex Goodyear 102, ma anche e soprattutto sneakers compatte nei volumi e molto bene equilibrate, con shape dal sapore risoluto, tagli incisivi e bilanciati. L’elemento che le contraddistingue maggiormente è dunque l’applicazione del colore naturale nelle varianti del blu, del rosso, del grigio, del beige e del verde foresta.

 


Uno scatto. Un salto. Un allungo. Un sorriso.

Alle Olimpiadi del 1936, in soli sei giorni, Jesse Owens riscrisse la Storia dello Sport entrando nella leggenda. A Berlino, davanti ad Adolf Hitler. Un’impresa incredibile, con un comune filo conduttore: dei piedi fatati, veloci come Mercurio, il messaggero degli dei.

Da questi guizzi vincenti, dalla terra della pista olimpica graffiata dai balzi leggiadri e dal sacro furore di Owens, è scaturita la scintilla di Fabi Shoes, l’omaggio devoto e dovuto a quel piede mitologico. Le nuove sneakers “Jesse” sono il risultato ultimo e fiore all’occhiello di un progetto nato tre anni fa, e Pitti Uomo 93 è il punto di partenza ideale per presentarle.

L’estetica e i colori – sia in pelle che in camoscio – rimandano a quei ricordi polverosi e memorabili: un classico sportivo di lusso con tutte le qualità di grande pregio delle Flex Goodyear, reso possibile grazie alla lavorazione brevettata dei 102 passaggi.

Delle sneakers comode, semplici come le umili origini di Jesse Owens da cui hanno preso in prestito il nome, ma eleganti come la corsa eterea del nativo dell’Alabama. Un legame con l’atleta afroamericano che s’intreccia nel profondo delle cuciture e dei pellami, robusti e morbidi in quanto indispensabili per la costruzione reverse, un’antica lavorazione adottata per non mostrare la cucitura esterna e per rendere la calzatura più impermeabile. Cure e attenzione ai dettagli che rendono la scarpa ancor più preziosa e assolutamente inconfondibile, come la suola in gomma Vibram Gumlite poggiata su un sottile strato di cuoio che avrebbe fatto comodo persino a Jesse, negli anni Trenta.

Una creatura fatta di pelle, lacci e gomma per competere su tutte le superfici, ispirata anche da quello che lo storyteller italiano per eccellenza Federico Buffa ha raccontato su una delle figure più simboliche del Novecento, tanto da portarlo a teatro. Perchè, tra le tante cose “ha mostrato che un atleta come lui non era mai nato.” A James Cleveland Owens, per tutti Jesse, abbiamo detto grazie così.

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