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Valentino TKY pre autunno 2019

Il concetto estetico della cultura tradizionale giapponese è nella ricerca dell’armonia. Pierpaolo Piccioli è voluto partire da qui nella creazione di «Valentino TKY», l’evento che a Tokyo ha mostrato le collezioni Pre autunno 2019 maschile e femminile, per la prima volta insieme. Armonia come legame tra due culture così lontane che, nelle differenza, trovano la lingua con cui comunicare. L’ideogramma Ma rappresenta in Giappone una pausa, ma anche una relazione e Piccioli, vi ha costruito un nuovo progetto estetico in cui Oriente ed Occidente si parlano, opposti e complementari, come anche il passato e il futuro della maison di cui è direttore creativo.

«Il Ma è quell’intervallo di silenzio che si crea quando due persone parlano», spiega. «E in questo spazio si collegano le due diverse idee della bellezza, quella occidentale, della simmetria e della perfezione, e quella giapponese del wabi-sabi, ossia della imperfezione, intuizione, spontaneità».

Una conversazione Italia-Giappone che in passerella si traduce con la contaminazione degli stilemi iconici di Valentino. Le rouches sono schiacciate, i plissé sono imperfetti, disallineati, le stampe a fiori ripescate dal baule Anni ’80 e tinte di nero a formare delle ombre, un modo «per recuperare un tempo passato in chiave contemporanea» spiega Piccioli. L’abito rosso in budellini e piegoline verticali appare un’ armatura fragile. Il cappotto ha enormi maniche origami.

«Perché il passare del tempo in Giappone arricchisce le cose e le persone, e la contemporaneità non è fatta solo di “tutto nuovo”- spiega ancora lo stilista- .Anche se io non guardo gli archivi, piuttosto ne conservo il ricordo, il senso, la storia».

E così ecco che incedono sulla passerella, dello spazio industriale Terrada, modelli e  modelle avvolte in nuvole scarlatte di volants, ma anche accarezzate da camice di kurabo, il denim giapponese realizzato artigianalmente; o con duvet sportivo reso couture dalle piume di marabù fissate senza bucare il nylon, grazie a una tecnica di impressione a caldo. Sfilano marsupi di seta e nylon, giubbotti con la V di Valentino, un sigillo che torna anche sulle borse da donna e da uomo, in metallo dorato. Insomma, una moda che sfila non solo sul red carpet ma che si vede anche per strada, addosso ai glamour-millennials.

«Voglio portare nuova vita a Valentino, voglio che Valentino sia vivo, che si ispiri anche alla cultura di strada del Giappone», ha spiegato Piccioli.

Ma non c’è nessuna citazione accademica del Paese del Sol Levante. Non immaginate geishe moderne o madame Butterfly. Le donne che incedono mosse dalla creatività made in Valentino sono creature contemporanee che conservano il fascino di una cultura millenaria, ma marciano dirette verso il futuro. Come anche gli uomini in doppiopetto, pantaloni morbidi, camice plissè, cappotti imbottiti. A unire il maschile al femminile anche i colori, il rosso, il nero, e il bianco. Ma attenzione a non confondere tutto questo con una moda genderless, come spiega bene Pierpaolo Piccioli.

«Voglio far vivere i valori di Valentino e quelli della cultura giapponese in entrambi i generi. Ma le mie collezioni non sono unisex».

E questa idea, questa conversazione tra culture ed epoche diverse, il mondo Valentino TKY, non dura solo il tempo della sfilata ma vive negli 850 metri quadri della boutique Valentino a Ginza Six. Un ri-allestimento nato in collaborazione con Sarah Andelkman, fondatrice e art director del concept store parigino Colette, per presentare le capsule collections che includono le collaborazioni con Undercover per bustine e pochette con immagini della pittura rinascimentale, t-shirt  con la scritta VLTN ottenute «in conversation with Doublet», gli animali tipici dell’immaginario di Valentino come la tigre, il drago, la pantera, il serpente e la farfalla trasformate in Manga Characters e trasportate su t-shirt, felpe, camicie e borse. Il tutto esposto come in una galleria dove, infatti, ci sono anche dei pezzi d’arte: i Samurai di Testsuya Noguchi, le sculture origami di Satoshi Kamiya e di Kyohei Katsuta, le fotografie di Izumi Miyazaki, le maschere di Ichiyu Terai.

 

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Contatti: gentlemanfashionblog@yahoo.it

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