Gabriele Pasini autunno- inverno 2018-2019

Ottimo discepolo – o già validissimo maestro? – della più nobile e alta tradizione sartoriale italiana, Gabriele Pasini pensa alla “next gen” per la sua collezione autunno- inverno 2018-2019. Il designer cerca una nuova via, una nuova forma di espressione per il “ben vestire” di domani. Quali sono i percorsi del cambiamento? Quali gli strumenti per conseguirlo? Di sicuro il colore, di sicuro le materie appartenenti al mondo hi tech. Di sicuro la rivisitazione/ridistribuzione di tagli, forme e riferimenti, da riportare con scelte inedite a tutte le tipologie che compongono il guardaroba.

Il completo in lana grigia sovra tinta può essere solcato da una rigatura rosa. Il medesimo principio vale per il solaro, allontanato dalla sua tradizionale appartenenza al vestire militare e declinato in verde e in rosso a contrasto. E ancora: la sahariana, anch’essa “non più army”, ma in casentino autentico assume la declinazione più viva del rosso fiamma. Mentre cover e cavalry possono essere blu, ma anche bordeaux o giallo senape. Così il madras, in cui si sommano tutte queste cromie e altre ancora. O il cappotto quasi pastrano a overcheck “fantasy”.

Non pochi materiali, per quanto “antichi” e nobili vengono arricchiti da inserimenti stretch in una logica di accresciuta scioltezza e vestibilità più disinvolta. E’ il caso del trench, in lana elasticizzata pied de poule, che cade quasi fluttuante lungo la figura. Mentre la sahariana stessa può essere in lana gessata e il completo impeccabile in lana saxony presenta una gessatura interrotta, che si alterna a una sorta di “punteggiatura” in verticale a coupé.

Si interviene sulle modalità di costruzione. Grazie alle pinces alla francese, giocate in doppio e fermate in vita, il pantalone è sensibilmente più morbido in alto per poi restringersi scendendo lungo la gamba. Il medesimo pantalone, quando è in velluto rosso vinaccia, si combina con un “sopra”, giacca e gilet, ultra-sartorial. Si può anche optare per il pantalone rubato ai pescatori thai, con un lembo più ampio da un lato che scavalca il centro e si sovrappone in parte all’altro. Operato a jacquard, il cappotto a vestaglia, privo di bottoni e appena fermato in vita da una cintura senza fibbia né passanti, veste quasi fosse un capo homewear.

Per i look “night”, il colore è più che mai necessario. Indispensabile. Ci sono il blu e il nero, ma vincono di gran lunga di nuovo il rosso fiamma, il prugna, il fucsia, il blu elettrico, il simil bordeaux del velluto lavato.

 

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