Morto Sheikh Khalid bin Sultan Al Qasimi, creatore della casa di moda QASIMI

Un festino a base di sesso e droga, così ha trovato la morte lunedì notte a Londra, nel suo lussuoso appartamento a Knightsbridge, Sheikh Khalid bin Sultan Al Qasimi: rampollo dello sceicco Sultan bin Muhammad Al Qasimi, tra gli uomini più ricchi e potenti degli Emirati Arabi Uniti, governatore della città di Sharjah dal 1972.

Secondo il tabloid britannico nell’abitazione – situata in un condominio di 12 piani con appartamenti che arrivano a costare anche 90 milioni – sarebbe stata rinvenuta droga di classe A (sostanze tipo ecstasy, eroina, funghi allucinogeni, cocaina, crack).

Il 38enne che fondò nel 2008 la propria casa di moda QASIMI, sfilando anche all’ultima London Fashion Week di Giugno, sarebbe quindi deceduto durante un party a cui avrebbero partecipato altri ospiti rimasti nell’anonimato. Nessun arresto è stato ancora effettuato e sulla vicenda, dato lo spessore della vittima, Scotland Yard tiene uno strettissimo riserbo definendola «inspiegabile»: l’autopsia, eseguita martedì, non ha ufficialmente fornito risultati utili a far luce sulle esatte cause del decesso. Funerali e sepoltura si sono svolti mercoledì a Sharjah, davanti a decine di migliaia di persone: in tutto il paese natale sono stati indetti tre giorni di lutto nazionale e bandiere a mezz’asta.

«Ora è nelle mani di Dio» scrive il padre su Instagram. La morte di Khalid, residente a Londra da quando aveva 9 anni, rappresenta una nuova tragedia per il sultano che già nel ’99 perse il figlio maggiore Mohammed, ucciso da un’overdose a soli 24 anni nella casa di famiglia a East Grinstead, nel Sussex.

Khalid – borsa di studio alla Tonbridge School, laurea in architettura e specializzazione alla scuola di moda Central Saint Martins – era rimasto l’unico erede dell’impero paterno. Tanti i messaggi di cordoglio dei colleghi sui social, dal fotografo Mariano Vivanco all’ad del British Fashion Council: «Un giovane stilista di talento – ricorda Caroline Rush – le cui collezioni erano moderne, eleganti e lungimiranti». «Una persona meravigliosa e un gran lavoratore» commenta l’amico e socio d’affari, Elliott Frieze.

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