Alice for Canada Goose

Classe 1980, di Roma, ma cittadina del mondo da sempre, Alice Pasquini è un’artista contemporanea le cui opere sono esposte sulle superfici urbane, nelle gallerie e nei musei di centinaia di città in tutto il mondo.

Street artist, illustratrice e scenografa, tra le poche esponenti femminili affermate a livello internazionale nella street art, è stata scelta da Canada Goose per decorare il primo store italiano del marchio di prossima apertura a Milano. A lei è stato affidato il compito di disegnare le grafiche che anticipano l’opening e che lei stessa racconta.

«La poetica che c’è dietro il mio lavoro e quella che c’è dietro il prodotto di Canada Goose si sposano molto, è vero ho fatto un lavoro per il brand ma riconosco il mio stile, l’idea della vita all’aria aperta, dell’unione tra la natura e la città, ho sviluppato tutta questa tematica che si ritroverà dentro e fuori il negozio, alla presenza dell’acqua, delle libellule, delle canne di bamboo».

Simboli e colori scelti non certo a caso, ma tutti studiati e pensati a rendere la filosofia del marchio che poi è anche quella dell’artista, così la libellula che nasce vicino alle fonti d’acqua, ma che la si trova anche in città, è legata al tema della trasformazione, pur rimanendo fedele a se stessa. I colori rispecchiano cromie naturali, così come quelli che troviamo nelle collezioni del marchio. I personaggi ritratti da Alice sono immersi nella natura, assorti nel loro mondo o sognanti, ma sullo sfondo si vede sempre la metropoli, perché è l’unione di questi due mondi l’essenza del tutto.

Un diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, un Master of Arts in critica d’arte all’Università Complutense, un corso di animazione presso l’Ars Animation School di Madrid, Alice ha sperimentato diverse tecniche, generi e medium espressivi.

«Sapevo fin da piccolissima che avrei fatto la pittrice. Il percorso dei graffiti è stato inaspettato. La mattina dipingevo modelle, la sera facevo graffiti, per me erano un modo per reagire all’accademismo», racconta l’artista, «Quando dipingo muri molto grandi comincio con i rulli e poi faccio con gli spray».

In strada i suoi lavori spaziano dai piccoli interventi su arredi urbani, ai murales di grandi dimensioni, ma portano sempre il suo vero nome, perché essere una donna nel mondo della street art è abbastanza raro, ed è bello andarne fieri. A dispetto di quello che diceva il suo professore e dello scetticismo di suo padre, Alice ha esposto alla Saatchi Gallery, all’Ambasciata Americana di Roma, al MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma, al Mutuo Centro de Arte Barcellona, all’Espace Pierre Cardin, e il suo nome è inserito nell’Enciclopedia Treccani.

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