Pitti Uomo 97: Gabriele Pasini

Sono Ravenna e i suoi mosaici a fare da ispirazione e punto di partenza intorno a cui ruota la collezione autunno-inverno 2020-2021 di Gabriele Pasini. Patrimonio dell’UNESCO dal 1996, è qui che continua il percorso, iniziato con la scorsa collezione, di celebrazione dell’Italia attraverso i riferimenti alle sue città. Ravenna, città con un’anima silenziosa e contemplativa, semplice e maestosa, viene raccontata mettendo in evidenza la struttura dei capi, definendone e accentuandone le forme, in un lavoro di rimandi e riferimenti cromatici inconfondibili.

I colori sono quelli naturali, partono dai beige, marroni e vengono tagliati coi blu e con alcuni elementi più fluo. Questa stagione, però, i colpi più pop sono lasciati agli accessori, alla maglieria o alle t-shirt. I mosaici ravennati sono ripresi nelle stampe, in particolare quella delle cravatte e delle camicie, e richiamati dalla palette scelta per ogni capo.

L’abito gessato è un tratto distintivo nella storia di Gabriele Pasini, esplorato in ogni sua evoluzione, anche letteraria. È infatti il testo di Michel Pastoureau, La stoffa del diavolo ad aver guidato lo stilista nell’evoluzione di questo suo capo icastico. L’abito a righe è segno di una condizione marginale o comunque eccezionale all’interno della comunità scrive Pastoureau – dalla rigatura delle vesti medievali per individuare i reprobi e gli esclusi, per arrivare alle righe audaci e spiritose dei vestiti d’oggi. In ogni sua collezione, lo stilista esplora le infinite possibilità di creazione a partire dalle righe, che vengono lavorate in ogni loro espressione – dal mini al maxi.

I cappotti rivestono una posizione centrale e prendono quasi il sopravvento sulle giacche: direttamente sopra una camicia, una t-shirt o un cardigan, creando un effetto di nuova eleganza naturale. I piumini diventano over, realizzati con lana active e con stampe camouflage, da indossare con felpe con cappuccio e cappellino in stile baseball.

Il progetto di tinto in capo si evolve in una serie di proposte – giacche e cappotti – in misto cashmere, tinti e sfumati a mano con una vernice spray. Questa tecnica è ripresa anche nell’evoluzione del quadro rosso e nero, che viene riproposto, realizzato combinando la tinta in capo a mano con un’esclusiva tecnica al laser che, vaporizzando il colore direttamente sul tessuto, permette di ottenere allo stesso tempo la fantasia e la sfumatura sul capo.

Un’importante parte della collezione è stata realizzata avendo come primo obiettivo quello della sostenibilità – da cui oggi non è più possibile prescindere. Circa quindici capi, tra camicie, abiti e cappotti, sono stati realizzati utilizzando esclusivamente tessuti completamente sostenibili, tra cui spiccano quelli realizzati da Marzotto, che vantano, fra le altre, le certificazioni GOTS e ZDHC. L’obiettivo dello stilista è riuscire, entro 5 anni, ad estendere questo certificato di sostenibilità a tutta la collezione.

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