Tommy HilfigerXLewisXH.E.R. primavera-estate 2020 London

Tate Modern, The Tanks. Uno dei luoghi più evocativi tra quelli di una Londra che riscopre costantemente sé stessa. È il brutalismo per eccellenza, plasmato per una sera dall’immaginario di Tommy Hilfiger. Il designer statunitense ridisegna la geografia sensoriale degli spazi industriali sotterranei: poco prima dello show, con le luci modulate a ricreare l’atmosfera tipica di un temporale in arrivo, la viva voce di un coro, insieme alle note di una fragranza naturale creata appositamente per l’evento e per neutralizzare l’odore ferroso che non ha mai lasciato l’ex centrale termoelettrica, ne ha riempito ogni angolo.

Ecco sfilare tutto il mondo di TommyNow, che non è solo il format consolidato con cui il brand presenta ogni collezione, ma è un nuovo modo di concepire il lifestyle di lusso. Tutti al college, senza troppi pensieri, con un carré a stelle e strisce in seta annodato al collo, al polso o sullo zaino, che nel frattempo è diventato tre volte più grande di quelli di trent’anni fa.

“Oggi i consumatori ti domandano quanto sei sostenibile, qual è il tuo impegno verso il pianeta, e le risposte che dai devono essere trasparenti. Con TommyNow mi impegno a garantire la provenienza etica delle materie prime, a utilizzare cotone organico o fibre ottenute dal riciclo di rifiuti plastici”, è un Tommy Hilfiger sinceramente coinvolto nella questione green.

Co-ed moltiplicato per tre: c’è la capsule collection TommyXLewis, dove il designer è alla quarta collaborazione con il campione di Formula 1 Lewis Hamilton, “uno sportivo a tutto tondo, consapevole del mondo in cui ha costruito la sua carriera e impegnato per sostenere un cambiamento etico”, che è una visione condivisa di un nuovo sportswear ricco di fibre naturali anche nei colori, tra il sabbia e il bianco accesi da tinte fluo, dove l’unica differenza fra lui e lei è nei fit.

C’è una seconda capsule, a sorpresa per il pubblico, disegnata dalla cantante H.E.R., che invece è un omaggio allo streetstyle americano, con il classico oversize sia nei top che nei pantaloni: dodici pezzi fitti di grafiche graffianti e di lettering che scorrono fluidi nella main collection. Qui Tommy Hilfiger attinge a piene mani dal proprio archivio, rispolvera l’indimenticabile Hilfiger Crest e lo elabora sia come stampa all-over che in preziosissimi ricami su giacche in denim, felpe e maglioni; torna sulle silhouette che lo hanno reso uno dei simboli del preppy anni Ottanta e Novanta.

Tutti al college, senza troppi pensieri, con un carré a stelle e strisce in seta annodato al collo, al polso o sullo zaino, che nel frattempo è diventato tre volte più grande di quelli di trent’anni fa e ha le credenziali per diventare l’accessorio della prossima stagione.

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