Archivi tag: florence

Pitti Uomo 93: UNDERCOVER + TAKAHIROMIYASHITATheSoloist._Guest Designers

UNDERCOVER by Jun Takahashi e TAKAHIROMIYASHITATheSoloist. hanno presentato a Firenze, in occasione di Pitti Uomo 93, le loro collezioni uomo per l’autunnoinverno 2018-2019.
 
UNDERCOVER torna a Firenze dopo quasi nove anni”, dice Lapo Cianchi, direttore eventi e comunicazione di Pitti Immagine, “assieme a TAKAHIROMIYASHITATheSoloist. Per la prima volta in assoluto questi due visionari designer giapponesi, che tra l’altro sono anche grandi amici, daranno vita a due show consecutivi, espressione simbolica non solo della loro amicizia, ma anche del rispetto reciproco per il proprio lavoro”.
“Siamo molto felici che Jun Takahashi, da oltre 25 anni in prima linea nella scena della moda più d’avanguardia, consideri Pitti Uomo come l’unico palcoscenico dove presentare la sua collezione maschile. Per TAKAHIROMIYASHITATheSoloist. si tratta invece di un debutto a Pitti Uomo, da noi doppiamente atteso: primo perché abbiamo sempre guardato con grande attenzione alle sfilate del suo primo brand, Number Nine; e secondo perché sarà il primo fashion show di TAKAHIROMIYASHITATheSoloist. al di fuori del Giappone”.
“Crediamo che, indipendentemente l’uno dall’altro, Takahashi e Miyashita – con le proprie ispirazioni personali, design, stile e manifattura senza compromessi – siano straordinari protagonisti della moda contemporanea. E siamo molto felici di offrire loro la piattaforma per esprimere questa lunga amicizia, che nasce dal comune milieu culturale e sociale, a partire dalla scena street punk di Tokyo e dalla grande passione per la musica”.
“Siamo sicuri che i due show consecutivi sapranno far risaltare al meglio il lavoro di questi due talenti. I look vertiginosamente post-moderni ma al tempo stesso sublimi di Takahashi, e le sue riflessioni anticonvenzionali sulla bellezza e sullo spaventoso, si accosteranno alle incursioni di Miyashita nell’immaginario occidentale e nella cultura giovanile, trasformate attraverso la sua visione unica del design. E spero davvero che Firenze riesca di nuovo a essere fonte inesauribile d’ispirazione per questi due designer, così come per il loro pubblico globale”.
Jun Takahashi
Nato nel settembre 1969 a Kiryu, in Giappone, Jun Takahashi studia al Bunka Fashion College di Tokyo. In quel periodo dà vita a “UNDERCOVER”. Assieme a Nigo di A Bathing Ape, apre l’iconico store “Nowhere” nel distretto Harajuku di Tokyo, conosciuto per la sua moda sperimentale. Qui, Takahashi sperimenta in maniera pionieristica la fusione di streetwear e fashion design, fortemente influenzata dalla cultura giovanile. Presenta il suo primo show womenswear a Tokyo, nel 1994, e a Parigi nel 2002. Nel 2010, Takahashi è il primo fashion designer a collaborare con Nike su base multi-stagionale con la sua linea running GYAKUSOU. Collabora anche con Uniqlo. Nel 2015, UNDERCOVER celebra il suo venticinquesimo anniversario con una grande retrospettiva a Tokyo. Takahashi è unanimamente considerato uno dei designer più creativi della moda contemporanea.
Takahiro Miyashita
Takahiro Miyashita è nato a Tokyo nel 1973. Autodidatta, Miyashita inizia il suo percorso nella moda decostruendo e ricostruendo gli abiti, quando è ancora un adolescente. Dopo aver collaborato come designer per il famoso negozio di Tokyo Nepenthes ad Harajuku, lancia la sua prima collezione, Number (N)ine, nel 1996.

Nel 2003 presenta per la prima volta il suo menswear, a Parigi, con ampio successo di critica. Le creazioni di Miyashita mixano influenze provenienti dalla cultura giovanile americana, dal mondo della musica rock – spaziando dai Beatles ai Nirvana, fino ai Nine Inch Nails – e dai film di Gus Van Sant, reinterpretate attraverso la sua visione del design unica. Dopo aver concluso l’esperienza Number (N)ine nel 2009, Miyashita fonda TAKAHIROMIYASHITATheSoloist. nel 2010. Il nome simboleggia il suo desiderio di essere il vero autore del suo lavoro. “Il concetto di solista è per me molto personale. Quello che mi sembra giusto esprimere in questo momento è ciò che è più vicino a me e più intimo”, ha recentemente dichiarato Miyashita in un’intervista.

UNDERCOVER by Jun Takahashi

 

TAKAHIROMIYASHITATheSoloist.

Annunci

Pitti Uomo 93: Il Bisonte

Rivisitazione ed esplorazione sono le due parole chiave della collezione autunno-inverno 2018-2019 de Il Bisonte: un sapiente studio dell’archivio storico del brand, unito allo spirito di ricerca e innovazione. Lo spirito gipsy è il leitmoitiv di tutta la collezione che si riflette nell’uso del tessuto tappezzeria Kilim su base di velluto e celebra i modelli iconici della marca: la borsa zaino “Maremmana”, la piccola baguette degli anni ‘90, la sacca Mezzaluna dei primi anni ‘80, il secchiello e la shopping.
La collezione introduce inoltre una serie di nuovi materiali: la pelle di bufalo che caratterizza i modelli iconici e lo shearling, nella proposta donna, per nuove esplorazioni tattili.
NWS_ilbisonte

Pitti Uomo 93: Triple RRR Robert Cavalli

Tutto è cominciato sei mesi fa e da allora la collezione Triple RRR disegnata da Robert Cavalli, 24 anni, ultimogenito di Eva e Roberto Cavalli ha cominciato a prendere forma per essere presentata al Pitti Uomo 93, segno della grande attenzione che il salone e Pitti Immagine riservano ai giovani talenti dello stile. Perché Robert Cavalli la moda ce l’ha nel sangue, “sono figlio d’arte” dice con orgoglio, è cresciuto a pane e moda e “quando giocavo da bambino capitava che in casa avessimo ospite Lanny Kravitz o che girassi intorno a Naomi Campbell impegnata nelle prove di un abito fatto per lei dal babbo”.

“Ho studiato nei college inglesi e ho vissuto da solo a Londra e questa esperienza mi ha formato e cambiato rendendo la mia testa internazionale, ma il mio cuore è rimasto a Firenze, alla lezione di creatività di mio padre Roberto e delle tante, infinite, cose che ha inventato. Dedicarmi a questa prima collezione mi è venuto naturale, la mia famiglia mi ha incoraggiato ed eccomi qui”.

Una linea rilassata, tra sete, velluti, damaschi e ricami d’amore di stile orientale, pigiami da sera per stare in casa a cena con gli amici e cappotti vestaglia ampi e fluidi, annodati da morbide cinture che finiscono in una nappa, colori notturni ma anche inattesi geranio e giallo ocra, blu e nero, per un luxury comfort con una punta di underground londinese.

“Per ora a lavorare siamo in 4, tutti giovani, e con noi c’è anche Valeria Ruggeri che lavora sul prodotto – racconta Cavalli Jr- voglio presentarmi ai buyers con prezzi competitivi, i capi sono realizzati parte in Toscana e in parte ad Isernia”. Tema dei ricami il melograno che non manca mai dalle tavole magnifiche di Eva Cavalli e anche questo dettaglio in collezione per Robert è frutto di amore, affetto, storie di famiglia. Su alcuni capi è presente una frase in francese di Basquiat: “La veritè nous rendre libre” che è un po’ il motto di questo giovane stilista, forte ma dolce, tenero e determinato, fiorentino e internazionalissimo.

 

Pitti Uomo 93: 032c_What we believe

Magazine simbolo di una generazione non condizionata da sistemi e strutture, 032c presenta a Pitti Uomo 93 la sua prima collezione menswear completa, arricchita da alcuni capi da donna in pelle e dalla riproduzione di Chevignon originali, in un contesto decisamente insolito. Nelle sale rinascimentali di Palazzo Medici Riccardi, la collezione è stata presentata attraverso la community di 032c che include ballerini di Kreuzberg – il quartiere del magazine a Berlino – un editor di 032c, una madre con suo figlio, il figlio dell’art director del magazine e altri amici di 032c. Una presentazione futuristica e trasversale per proclamare “What we believe” (“Quello in cui crediamo”).

Un manifesto, una serie di parole di riferimento per la rivista, che definiscono i concetti di energia, sesso, generosità, politica, sperimentazione, amore, libertà e fantasia. Un’indagine nella conflittualità contemporaneità tipica di una cultura “post-tutto”. L’evento è diretto dalla scrittrice e regista tedesca Helene Hegemann con lo styiling del Fashion Editor di 032c Marc Goehring.

Pitti Uomo 93: Magliano_Pitti Italics

Pitti Italics – il programma della Fondazione Pitti Immagine Discovery che promuove e supporta le nuove generazioni di fashion designer e i marchi più interessanti che progettano e producono in Italia – accende i riflettori a questa edizione su MAGLIANO.

Il vincitore di Who is on next? Uomo 2017, Luca Magliano, ha presentato la nuova collezione del marchio che porta il suo nome con un evento speciale in occasione di Pitti Uomo 93, debuttando con una sfilata alla Dogana.
Protagonista della sua collezione il “Guardaroba per Uomo Innamorato”, un editing dell’indispensabile nel guardaroba maschile di oggi.
“Sono davvero orgoglioso di presentare la mia collezione con un fashion show, il primo del brand Magliano, in un contesto eccezionale come Pitti Uomo – dice Luca Magliano – Per l’autunno-inverno 2018-2019 voglio affrontare il tema del guardaroba dell’uomo innamorato. Una sorta di narrazione a fumetti, in chiave punk, che ritrae l’uomo intento a esprime il proprio romanticismo attraverso ogni fenomeno emotivo suscitato o alimentato dall’abbigliamento. Amore romantico, erotico, vero, glamour, politico… rievocazioni che vanno dal marinaio ai sex symbol degli anni ’50 americani e un’ispirazione eclettica che si lega a personaggi della storia, della letteratura del cinema, dell’arte e icone della moda. Una ricerca che parte dai grandi classici maschili, con studi sulle silhouette anni ’90, e richiami al glamour del guardaroba femminile per tagli e costruzioni.”
MAGLIANO 
Luca Magliano vive a Bologna, dove è nato e dove ha studiato a L.UN.A., la Libera Università delle Arti. Dopo un periodo a Milano, il designer torna nella sua città per lavorare con la stilista Manuela Arcari alla progettazione delle linee Hache e Ter et Bantine. Per la primavera-estate 2016 presenta a Parigi il progetto womenswear “I was naked” e l’anno seguente firma la prima capsule maschile che porta il suo nome, prodotta da Arcari e co.

Pitti Uomo 93: Campomaggi

Materica, autentica, fedele al suo DNA, è così che si presenta la collezione Campomaggi autunno-inverno 2018-2019, racconto preciso dell’eccellenza e del made in Italy.

I modelli iconici riletti alla luce di nuove lavorazioni volte ad alleggerire il pellame, si accompagnano alle nuove proposte per la stagione fredda, dove protagonista indiscussa, insieme alle pelli di alta qualità, è la grande attenzione per i dettagli.

Un’estetica urbana unita a grande funzionalità rende zaini, cartelle e borse dedicate all’uomo, accessori insostituibili e perfetti per ogni occasione.

Gli animi più avventurieri e globetrotter possono scegliere tra i modelli in canvas, dove stemmi originali contribuiscono a dare un tocco unico e speciale, oppure posso prediligere i volumi declinati in una resistente tela nylon.

La proposta unisex vede protagoniste le borse da portare sia a spalla sia a tracolla e immancabili sono i borsoni, le shopping, i trolley, gli zaini e i marsupi.

Grande è l’attenzione dedicata ai modelli pensati per la donna, ed è proprio qui che Marco Campomaggi sperimenta proponendo volumi e lavorazioni inedite: una parte della collezione, per la prima volta, non è sottoposta al trattamento di tintura in capo.

Il risultato è sorprendente, iniziando dai modelli che appaiono più strutturati e rigidi fino ad arrivare alle shopping, alle cartelle e ai secchielli.

Le tracolline, proposte nel formato mini e medio, scelgono la versione pulita, con catena in maglia, oppure chi ama i decori, non potrà resistere al tripudio di borchie sparse su tutta la superficie anteriore o nei profili.

Non mancano nella collezione, le citazioni del passato: decorazioni ottenute grazie a sapienti laserature, borchie posizionate in modo da formare rosoni decorativi e talvolta utilizzate al posto delle cuciture, in un gioco dove l’equilibrio tra gli elementi è ben calibrato e l’estetica definita.

L’iconico intreccio Campomaggi veste con la consueta sapienza le shopping, le tracolle, le mini bag, così come gli zaini, regalando ad ogni modello un aspetto chic e naturale.

A completare le proposte Campomaggi troviamo bracciali e cinture, per lei e per lui, declinati sia nelle proposte più sobrie, fino ad arrivare a quelle più rock, tempestate dalle immancabili borchie.

Codici cari al brand raccontati attraverso chiavi del tutto nuove, maschile e femminile vivono talvolta separati e talaltra si sovrappongono e si intersecano fino a creare una nuova estetica unica nel suo genere: quella di Campomaggi.

Pitti Uomo 93: Tagliatore

Un elogio visivo e tattile del capo simbolo del guardaroba maschile, la giacca, che per Tagliatore è sempre sinonimo di eleganza, raffinatezza e no time attitude.

Una sontuosa celebrazione fatta di tessuti e di tagli, di percezioni ed elementi in pieno equilibrio tra tradizione ed innovazione.

La collezione autunno-inverno 2018-2019 si articola su proposte di capispalla dal chiaro sapore British in perfetta armonia con l’eleganza espressa dall’iconica via inglese di Savile Row ed un piglio rock, sempre parte importante del DNA di Tagliatore.

Ai capispalla formali con martingala sagomata si alternano coat di chiara ispirazione military, riedizione delle regie divise austroungariche, trench over con cintura e falda su spalla e un’inedita trucker jacket dai bottini anticati e fit sciancrato.

Gli abiti, mono e doppio-petto sono sfoderati e destrutturati con rever a lancia e bottoni lavorati secondo antichi disegni provenienti dalla terra di Puglia.

Lane, cashmere e alpaca per la fredda stagione invernale si tingono di colori caldi e materici, un mix di cromie che si fondono tra loro in un concerto armonico. Ottanio, night blue e rust sono i colori impiegati per i capi plain colored. Il grigio in tutte le sue nuance, nelle fantasie check, irrinunciabili per il brand, si unisce al biscuit, al cognac e al nero.

I dettagli sartoriali, come le asole aperte e i bottoni in metallo e corno dalle fogge inedite e personalizzate caratterizzano ulteriormente l’allure ricercata dell’uomo Tagliatore.

CAPSULE CALZATURE

Il direttore creativo Pino Lerario è il nuovo e brillante esponente della tradizione sartoriale che prende spunto dal laboratorio artigiano del nonno che produceva scarpe e dal quale deriva proprio il nome Tagliatore riferendosi all’attività di intagliare le tomaie.

Proprio la calzatura è il nuovo importante inserimento nel progetto di brand extension che l’azienda sta sviluppando già da 4 stagioni per proporre un total look completo.

Undici i modelli, Oxford, derby, mocassini e duilio coda di rondine, interamente realizzati in Italia da maestri calzolai toscani secondo la più antica tradizione. I materiali pregiati come il vitello abrasivato, spazzolato o washed, hanno suole in cuoio rifinite a mano ed inserti/isole in gomma antipioggia personalizzate con logo Tagliatore.

Alcuni modelli hanno finiture vintage mentre in altre varianti è presente la pelle stampata cocco.

“Contiamo con questa nuova proposta di fidelizzare maggiormente il cliente Tagliatore offrendogli un elemento ulteriore per il proprio guardaroba. Inserire in collezione delle proposte calzature è un processo non solo legato ad attività di extension del brand ma anche un tributo alle mie origini, alla terra di Puglia e alla mia famiglia.” Pino Lerario